Scuola Dante Carducci

Il visibile e l’invisibile: destini incrociati. Giovani voci e i loro mondi

Premessa

La scuola Dante Carducci da anni coltiva l’esigenza di offrire agli studenti e alle studentesse contesti, anche all’interno degli spazi scolastici, dove ritrovarsi per esprimere la propria personalità e costruire relazioni in cui la parola condivisione si raggiunge soprattutto attraverso l’ascolto di voci narranti provenienti da diverse realtà migratorie.
Le due biblioteche e gli spazi esterni adiacenti rappresentano l’idea che fuori dall’aula si continua a crescere anche attraverso l’incontro con il libro, un aiuto per questi giovanissimi appartenenti a storie differenti, lontane. Purtroppo però le varie culture rimangono molto spesso “luoghi personali invisibili perché inespressi: i giovani temono il confronto, subentra  un pudore quasi motivato dalla paura di non essere accettati. E così i rifugi “visibili” diventano gli schermi: neutri, ingannevoli e superficiali, ancor più “invisibili”. Occorre costruire ponti.

Contenuti

Tutte le attività sono trasversali e coinvolgono tutte le discipline.
1. Proposta alle classi, attraverso varie metodologie, del libro di Italo Calvino Le città invisibili.
2. Lavoro, su almeno tre esempi di città per individuare il punto di partenza: quale è la mia invisibile città? (Dove la colloco? Come la chiamo? …)
3. Dialogo in classe, anche con educatori e con la psicologa della scuola per porsi interrogativi anche complessi (Da dove vengo? A quale città appartengo? …)
4. Interviste ai genitori, nonni, parenti, amici…
5. Apprendimento di programmi per editing/montaggio
6. Approfondimento sulle scuole invisibili: idee, fantasie, riflessioni, utopie su una scuola non solo immaginata.
7. Attività creative ed espressive:
a. Scrittura creativa
b. Vocalità
c. Lettura espressiva
d. Studio sulla città come luogo di memoria, di desideri, di scambi ed incontri, la città dei rifiuti, dei pericoli…)
e. Attività di gestualità e danza
f. Creazione di un audio libro
g. Creazione di immagini, collegamenti artistici
h. Approfondimento tramite le varie città calviniane di educazione alla cittadinanza e all’ambiente.
i. Una visione ed esecuzione artistica per il libro illustrato
l. Una costruzione ed esecuzione musicale
m. Una ipotesi ed esecuzione architettonica

La sfida al labirinto. Spazi urbani per crescere liberi

Premessa

Come docenti rileviamo con frequenza crescente come i nostri ragazzi siano sempre meno padroni del loro tempo e di spazi sicuri di incontro spontaneo con i pari, all’aperto e nel verde soprattutto, ma anche al chiuso. La mattina tutti a scuola per sei ore, il pomeriggio o impegnati in momenti di studio più o meno assistito e in attività organizzate o catturati dal richiamo dei vari dispositivi tecnologici.
Se momenti e spazi per il gioco libero e non iper tecnologizzato sono sempre meno presenti nella loro vita, anche lo sviluppo e la gestione delle relazioni tra pari si polarizzano in genere tra un’eccessiva mediazione/ingerenza degli adulti di riferimento e una loro distratta vigilanza, soprattutto ma non solo rispetto alle interazioni in rete.
Ciò che noi docenti constatiamo in tal senso è da alcuni anni oggetto di studio di psicologi e pedagogisti, delle riflessioni di intellettuali e giornalisti e, nei contesti più virtuosi, di concreti interventi da parte degli enti locali.
Ecco dunque l’urgenza di provare a dare il nostro contributo per ripensare l’educazione, lo spazio urbano e la loro stretta e imprescindibile relazione e per farlo insieme ai ragazzi, alle loro famiglie e a ogni altra istituzione o agenzia cittadina che abbia a cuore il benessere delle giovani generazioni.

Contenuti

Aggregazione e interazione spontanea con i pari, senza “animatori”, senza attività prestabilite, senza vincoli imposti dagli adulti se non quello del rispetto, dei compagni e di luoghi e ambienti attraverso:
● attività ludiche e sportive all’aperto, a contatto con la natura, nel verde
● interazione con i pari, gioco, lettura al chiuso, in spazi scolastici o extra-scolastici

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